Voglio una vigna spericolata. I vini di Roberto Castagnini.

Monteverde. Roberto Castagnini.
Viticoltura eroica candia dei colli apuani.

Voglio una vigna spericolata. I vini di Roberto Castagnini. Nel precedente articolo “La Massaretta, un autoctono con animo e carattere apuano” vi avevamo anticipato una nostra visita ad un’azienda del Candia Dei Colli Apuani.  Eccoci a parlare di lui, Roberto Castagnini e i suoi 4 ettari di viticoltura eroica a Carrara tra via Ficola e via  Monteverde, a pochi chilometri dalla Liguria. Il posizionamento dei vigneti permette agli stessi di essere irradiati dal sole per l’intero giorno e la brezza marina con la vicinanza delle colline apuane permette scambi termici vantaggiosi per i vitigni autoctoni. Il produttore di Candia ha filari di Vermentino, Merlot e Vermentino nero in prevalenza. A questi  si aggiungono porzioni di Albarola, trebbiano toscano e Massaretta dai quali riesce ad ottenere in totale 30 mila bottiglia l’anno.

CHI E’ ROBERTO CASTAGNINI E L’AZIENDA VINI APUANI

Ci siamo conosciuti lo scorso anno durante il wine show a Orvieto, lo stesso evento ci ha fatto incontrare di nuovo il 9 giugno 2018 a Todi. In questi due incontri siamo riusciti a mettere le basi per creare una nuova occasione per rivederci e conoscere meglio la sua cantina. Abbiamo avuto la possibilità di scoprire una persona umile e affascinata da terra e lavoro. Il sorriso sempre pronto e una grande disponibilità nel presentare i suoi vini e la sua azienda. Abbiamo passato due giorni in compagnia  con Roberto e ci ha dato lezioni di intraprendenza e buona volontà, crede fermamente nel suo lavoro e trasmette questa voglia di fare nelle parole e nei  fatti.

La famiglia Castagnini produce vino da 3 generazioni, solo nel 2000 Roberto ha deciso di dare all’attività un taglio nuovo e più moderno preservando comunque la tradizione e la grande attenzione verso il territorio. Nel 2010 la cantina delinea ulteriormente la sua predisposizione verso i vitigni autoctoni e allarga la produzione alla Massaretta. In questi ultimi anni Roberto Castagnini ha intrapreso una collaborazione con l’enologo Francesco Bartoletti, con il quale c’è una condivisione di idee. “Non ha stravolto l’azienda e la nostra filosofia ma ci ha aiutato ad esaltare la tipicità dei nostri vitigni”.

VIGNA SPERICOLATA

I vigneti si trovano a ridosso dei colli apuani in una pendenza che scoraggerebbe molti produttori. Parlando con lui vediamo una luce particolarmente accesa nei suoi occhi quando racconta delle notevoli pendenze e dell’ostica posizione delle sue viti. Le fatiche, il sudore e la pesantezza si trasformano in orgoglio e passione di chi ha il privilegio di riuscire a produrre vini sfidando il territorio e confidando nella natura. “I nostri terreni sono argillosi alla base e sabbiosi più in alto, prevalentemente tutti calcarei in una zona tipicamente marnosa”. Un vigna spericolata e un produttore che non perde d’animo.

In queste vigne le attività sono quasi esclusivamente svolte a mano. La modernità delle idee di Roberto Castagnini si scontrano con l’impossibilità di sfruttare la tecnologia in vigna. Il connubio di innovazione e consuetudine  crea vini moderni nell’animo e tradizionali nel carattere, vini assolutamente autentici .

Punta di diamante dell’azienda è il Cybo, una Massaretta in purezza che viene prodotta in numero limitato, nel 2016 sono state ottenute 1400 bottiglie. Questo vitigno sta destando interesse e curiosità verso i degustatori, rilanciando la zona vitivinicola di Massa e Carrara per troppo tempo oscurata dalle importanti aree vitivinicole toscane.

I SEGRETI DELLA VINIFICAZIONE PER LA MASSARETTA

“Un vino che in vigna si comporta molto ed è molto vigoroso e che se si lascia andare produce anche molto,” ci racconta Roberto Castagnini “il problema è la vinificazione”, così come vi avevamo anticipato in un articolo precedente, “è un vitigno cha bisogno di ossigenazione. Lasciandolo chiuso in botte otterremo dei vini dal cattivo odore”. Per correggere questo difetto la formula è una sola “dobbiamo fare quattro rimontaggi al giorno la prima settimana, per poi scendere a due e poi lasciarlo fermo in botte gli ultimi 7 giorni. Facciamo una macerazione lunga, circa 4 settimane. Questo procedimento evita il cattivo odore di ridotto che aveva portato questo vitigno ad essere abbandonato”. Roberto ci anticipa che il risultato è un vino “morbido ma molto lungo in bocca”.

Un vino utilizzato per comporre blend interessanti ma che oggi è stato riscoperto per vinificarlo in purezza sfruttandone forza e longevità. Un vino che invecchia bene.

I VINI DI ROBERTO CASTAGNINI

Non mancano le soddisfazioni e i riconoscimenti a livello nazionale ed europeo per la Massaretta e per i suoi vini. Oltre a ricevere l’attenzione di noti giornalisti italiani, Decanter ha premiato il suo Cybo con la medaglia di bronzo ottenendo 87 punti.

L’azienda Roberto Castagni propone 6 etichette. La bolla, uno charmat composto da Vermentino e Chardonnay. Beatrice, un blend di Vermentino, albarola e trebbiano. Il Khar Rha, con lo stesso uvaggio del Beatrice ma con percentuali di Vermentino inferiori. Ceccardo, un Vermentino nero in purezza. Il Merlo, blend di Sangiovese, Merlot e Vermentino Nero. Infine il Cybo, Massaretta in purezza.

LA DEGUSTAZIONE

La nostra degustazione si limita a 5 etichette, Beatrice, Kar Rha, Vermentino Nero, Merlo e Massaretta.

I vini di Roberto Castagnini
I vini di Roberto Castagnini

Beatrice 2017. Circa 95% di Vermentino insieme ad Albarola e Trebbiano Toscano per il restante 5% per un vino che raggiunge 12,5% alcolici. Un prodotto composto quasi esclusivamente da questo vitigno molto presente sul territorio cui viene aggiunto Albarola e Trebbiano per conferirgli un po’ di nitidezza.  Breve macerazione sulle bucce cui segue un affinamento di due mesi in bottiglia. Presenta un colore giallo paglierino scarico con decisi sentori di mela e ananas e profumi delicati di fiori bianchi. Un vino allegro e vivace, di buona bevibilità, facilmente abbinabile a piatti di pesce non particolarmente strutturati.

Kar Rha 2017. Stesso blend del Beatrice ma con percentuali di Vermentino che scendono ad 80% lasciando più spazio ad Albarola e Trebbiano mantenendo costante i 12,5% alcolici. Anche in questo caso una veloce macerazione viene seguita da un affinamento in bottiglia di 2 mesi.  Si ottiene un vino che per struttura e sapidità è leggermente più deciso rispetto al primo. Freschezza e bevibilità sono le caratteristiche primarie che lo rendono facilmente abbinabile a primi di pesce non troppo elaborati. Il colore giallo paglierino non particolarmente acceso ben si unisce ad una discreta densità. L’esame olfattivo rileva note di ananas, banana e mela verde, tutti molto delicati ma soprattutto equilibrati tra loro. Un punta di asprezza in fin di bocca risulta piacevole a compensazione della poca persistenza.

Merlo 2016. Un interessante blend di Sangiovese, Merlot e Vermentino Nero per un vino che tocca i 13%. Macerazione di 10 giorni sulle bocce e un affinamento di 4 mesi donano a questo vino un rosso rubino intenso. Ritornano al naso i sentori ferrosi accompagnati da frutti di bosco e ciliegia con la speziatura tipica del Sangiovese e del Merlot. Emerge dalle retrovie il profumo del chiodo di garofano del Vermentino Nero. In bocca risulta subito morbido e di buon corpo con una persistenza  che lo rende molto piacevole alla bevuta.

Ceccardo 2017. Primo vitigno autoctono in degustazione su cui l’azienda punta molto. Vermentino Nero in purezza con macerazione di 10 giorni e affinamento di 4 mesi. Un rosso rubino intenso si stende lungo il bicchiere indicando subito una buona densità per un vino di 13%. Sale in cattedra il chiodo di garofano tipico di questo vitigno. Un sentore ampio, deciso e netto primeggia lasciandosi alle spalle frutti rossi e rose con prevalenza di ribes e mora selvatica avvolti in un mantello di alloro che ne conferisce un tocco balsamico. In bocca risulta un vino giovane con una spalla acida ancora importante. Una buona persistenza retrolfattiva lascia un sapore misto tra chiodi di garofano e fiori secchi.

Cybo Magnum Massaretta
Cybo Magnum Massaretta

Cybo 2016. Punta di diamante dell’azienda che prende il nome da un castello storico, eredità di una delle casate più importanti di Carrara . Massaretta in purezza con produzione limitata. Circa 1400 esemplari ogni anno con una macerazione di 4 settimane cui segue un invecchiamento di 12 mesi in acciaio prima di essere affinato ulteriormente per 4 mesi in bottiglia per ottenere un vino di 15% alcolici.

Colore rosso rubino scuro quasi impenetrabile. Vino denso, con molto corpo e struttura. Al naso si presenta subito più complesso rispetto alle altre proposte aziendali. Prugna, marasca, fiori rossi, ribes, lampone e rabarbaro compongono un bouquet dove si adagia una speziatura importante composta da pepe verde, vaniglia, radice di liquirizia. A seguire si aggiunge la foglia di tabacco che evolve verso un sentore tenue di cuoio e un odore acceso di tostatura. L’acidità presente ben si bilancia con una morbidezza incantevole che lo rendono amorevole alla beva, nonostante l’alcolicità, e sostenuto da un tannino importante ma ben lavorato. Stupisce subito per equilibrio e persistenza.

PUNTARE SUL CANDIA DEI COLLI APUANI

In conclusione abbiamo scoperto un’azienda interessante, che insieme ad altri produttori locali stanno portando prestigio nella spesso sottovalutata colli apuani. Tra le novità di Roberto Castagnini un nuovo punto vendita in località Avenza dove a breve sarà possibile fare delle degustazioni. Abbiamo salutato Roberto con l’augurio di prendersi le giuste vittorie e di perseverare nel suo lavoro. Il territorio ha bisogno di questi viticoltori che non producono solo per se ma hanno l’onere e l’onore di intraprendere una missione, preservare storia e cultura vitivinicola della Candia dei Colli Apuani.  Nel frattempo se ancora non avete avuto modo di conoscere questa zona  organizzate un viaggio e andate a scoprire le meraviglie di questo territorio tra viticoltura eroica e paesaggi curiosi.

 

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