Alla scoperta del Timorasso di Luigi Boveri

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Alla scoperta del Timorasso di Luigi Boveri. Con Luigi Boveri si inizia a parlare di vino.  Racconti di vigna e di assaggi si alternano ad aneddoti di famiglia. Fino ad arrivare a parlare di mercati, gusti e degustatori  facendo qualche tappa storica sul passato del Timorasso e del suo futuro. Con Luigi la degustazione dei suoi prodotti è un incipit alla scoperta di un modo di fare vino coinvolgente.  Riesce a portarti tra i suoi vigneti e la sua cantina senza mai essersi alzati dalla sedia. E alla fine ci resta un racconto appassionato di questa azienda, proprio come i suoi vini.

Nel piccolo comune di Costa Vescovato trovano riparo i loro terreni. Un comune composto da 333 abitanti  situato a 15 chilometri a sud di Tortona. Il paese è seduto su un crinale tra i torrenti Ossona e il rio Cornigliasca ad una altezza di circa 300 metri dalla quale si respira aria di quiete e serenità.

L’azienda

In queste terre da 3 generazioni  l’azienda Boveri persevera l’antica tradizione rurale di famiglia incentrata sul rispetto della natura. E’ sopraggiunto nei primi anni novanta il carattere innovativo di Luigi che ha portato sostanziali  cambiamenti tecnologici in vigna e cantina. Ma soprattutto Luigi ha avuto l’intuizione di dedicare ampio spazio alla produzione vitivinicola intuendo le capacità produttive e qualitative della zona.  L’azienda oggi impegna 15 ettari di terreni ,di cui 9 ettari a bacca rossa e 6  bacca bianca. Tra i vitigni coltivati troviamo  Barbera, Timorasso, Cortese, Croatina e Moscato. Terreni con una superficie prevalentemente argillosa calcarea e marnosa.

Il pensiero

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Luigi è geloso custode di questi colli e di ciò che possono offrire. “Cerco di fare vini di qualità, solo così riusciamo a valorizzare il nostro territorio”. E di questo territorio e del suo clima la famiglia Boveri cerca di valorizzare pregi e difetti, senza scoraggiarsi davanti alle disavventure, quali un’annata 2017 sicuramente ostica. “Abbiamo avuto una gelata in primavera che ha ridotto la produzione, cui è seguita un’estate di siccità. Nonostante ciò abbiamo raccolto delle uve di qualità e siamo contenti del prodotto ottenuto”.

L’azienda utilizza un allevamento a spalliera con sistema guyot. Nel periodo dell’invaiatura avviene un accurato e minuzioso controllo per valutare il giusto raggiungimento della maturazione. Il processo viene seguito personalmente Luigi Boveri  e che precede un’analisi delle campionature delle uve per decidere il momento adatto delle raccolta.

Abbiamo deciso di affrontare una degustazione esclusiva di Timorasso, nonostante l’azienda ha tra le etichette dei vini a bacca rossa decisamente interessanti. Eravamo partiti con un obiettivo specifico: il Timorasso dell’azienda Boveri. Così abbiamo mantenuto l’impegno e ci siamo dedicati a soli tre vini. Un Derthona 2016, un Filari di Timorasso 2016 e per concludere un passo nel passato per scoprire la forza evolutiva di questo vino, ovvero un Filari di Timorasso 2010.

La degustazione del suo Timorasso

Derthona 2016. Un vino affinato esclusivamente in acciaio con un grado alcolico di 13,5% prodotto in 20.00 bottiglie. Come tutti i vini dell’azienda anche questo viene prodotto in zona Montale Celli.  Un Colli Tortonesi DOC, ovviamente Timorasso 100%.  Ci attende alla vista una giallo paglierino acceso con dei leggeri riflessi dorati. Sentori vivaci di agrumi e frutta a polpa bianca si avvicendando alle note di mineralità nonostante la giovane età del vino. In bocca risulta subito fresco e deciso. E’ abbastanza equilibrato e con un retrogusto che dona di nuovo note agrumate e citriche di discreta persistenza.

Filari di Timorasso 2016. Sicuramente l’etichetta che più ci ha colpito dell’azienda. La produzione scende a circa 6000 esemplari per un vino che si trasforma alla vista in un giallo paglierino con splendidi riflessi dorati. Al naso affascina subita per la pulizia di sentori di ananas, pompelmo, ginestra e mimosa cui fa da sottofondo una piacevole sfumatura minerale. In bocca risulta ancora un vino in evoluzione che ammalia per l’immediatezza della freschezza che subito risveglia piacevolmente il palato. La retrolfattiva è sincera, riportando un retrogusto che regala sensazioni citriche e floreali di buona persistenza. La bevuta ci ha lasciato il ricordo di un vino che ha davanti un’evoluzione interessante. Può ancora sprigionare in potenza e in eleganza ma che al momento è sicuramente godibile e apprezzabile.

Filari di Timorasso 2010
Filari di Timorasso 2010

Filari di Timorasso 2010. Ci troviamo davanti un Timorasso che ha già qualche anno sulle spalle. Ce ne accorgiamo fin dall’analisi visiva. Questa volta il giallo paglierino viene completamente avvolto da riflessi dorati lucenti ed intensi che conferiscono eleganza al calice. Si sale di livello anche rispetto ai profumi. La mineralità appare sicuramente più accesa ma ciò che colpisce è l’abbinamento molto equilibrato di frutta esotica, ananas e agrumi con i fiori gialli che aprono la strada ad una nota di idrocarburi. Quest’ultima nota regala quel tocco di classe che merita questo Timorasso.

In bocca scopriamo un vino decisamente equilibrato, franco, sincero, allo stesso tempo deciso. L’acidità, ancora presente, ha lasciato un po’ di spazio alla morbidezza cui sottende una leggera sapidità. L’annata 2010 presenta una buona persistenza condita da sensazioni minerali e agrumate. Abbandona la bocca lentamente, lasciandola piacevolmente pulita e fresca.

Sicuramente un vino che rispecchia le caratteristiche tipiche del vitigno e della zona. Dopo 8 anni dimostra di resistere ed anzi sfruttare il tempo che passa per migliorarsi ed affinarsi.

Conclusioni

Come tutte le belle avventure anche questa si conclude. Portiamo a casa una bella esperienza, non solo di degustazioni ma anche per aver conosciuto Luigi Boveri. Riportiamo in valigia i racconti e la passione di chi fa vino. Decenni coniuga tradizione e innovazione cercando di valorizzare non solo l’azienda ma anche un territorio e la sua storia.

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