Abbinamento vino film. Scopri come farlo in pochi passi.

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Abbinamento vino – film. Scopri come farlo in pochi passi. Da diverso tempo si parla della possibilità di abbinare il vino al film. In rete si trovano diversi articoli che trattano il tema ma tutti si limitano a presentare questa opportunità facendo brevi esempi senza indicare un metodo. Abbiamo riflettuto su questa condizione e ci siamo chiesti se ci fosse una strada percorribile, dei principi attuabili e fattibili per rispondere a questa esigenza. Abbiamo iniziato a studiare, provare, sperimentare e  siamo giunti a creare un criterio da seguire. Non abbiamo la pretesa che sia infallibile. L’intento è quello di condividere con voi un nostro nuovo percorso con spensieratezza e curiosità accettandone limiti e difficoltà.

L’argomento è lungo e saremo costretti ad affrontarlo in più articoli. In questo primo step mettiamo le basi per un percorso insieme, trasmettendo le prime nozioni.

PUO’ ESISTERE UN ABBINAMENTO VINO FILM?

Abbiamo sempre pensato di dover abbinare il vino al cibo convinti forse che gli unici due sensi comunicanti siano l’olfatto e il gusto. Ma soprattutto che l’unico ingrediente abbinabile al vino sia il cibo.

E’ vero che spesso dove c’è l’uno c’è anche altro, ma è anche vero che dove ci sono questi due spesso c’è un terzo attore, la tv. Direte che se decido di rendere protagonista una cena con una cucina gourmet e un vino di livello non vado certo a distrarre i miei sensi con un film. Ovvio che no. Questo però non vuol dire che il vino non possa andare in soccorso alla pellicola cinematografica per sopperire a quelle mancanze che la buona vecchia tv al momento non è in grado di colmare.

QUALI SONO I VUOTI CINEMATOGRAFICI CUI IL VINO PUO’ OVVIARE

Un film è in grado di farvi vivere un’ esperienza personale portandovi via dal vostro spazio-tempo e  catapultarvi in un mondo immaginario o in una realtà diversa dalla vostra. Il limite di questo potere risiede nel fatto che questo mondo in cui vi immergete può esservi riproposto soddisfacendo solo alcuni sensi. In particolare la vista e l’udito.

I film possono portarvi visivamente in una foresta amazzonica, nel traffico di una città metropolitana, sul crinale di una montagna, sulle spiagge di una costa, ma anche dentro un palazzo, in una scuola, in un bar. I personaggi possono comunicarvi informazioni, utilizzare espressioni dialettali, fare gesti,assumere comportamenti e intraprendere azioni che vi porteranno a vivere una situazione facendovi stare il più vicino possibile ad essa. Ma non sarete mai in grado di viverla al 100%. Vi mancano delle sensazioni.

ESEMPI A SOSTEGNO DELLA TESI

Mi spiego. Prendiamo ad esempio “Into the wild”, nel finale (al minuto 109)  Christopher McCandless cade in un torrente. La scena dura diversi secondi ed in questo frangente il sonoro è esclusivamente dedicato ai rumori che accompagnano la caduta e la risalita del viaggiatore statunitense. Si sente lo scorrere dell’acqua e il vento, successivamente il rumore di un tronco d’albero che si rompe al suo passaggio, cui segue il tonfo sordo della caduta in acqua, il respiro veloce di Christopher McCandless, il rumore del movimento delle foglie dei ramoscelli cui si aggrappa, infine si sente il rompersi di questi ramoscelli e il movimento delle mani che si aggrappano al terreno. Tutto ciò serve per portavi dentro lo schermo e vivere la scena sul posto. Il limite è che non sentite gli odori della natura, il freddo sul viso, l’acqua gelata.

Film di assoluta importanza per quanto riguarda il protagonismo dei suoni è  ”Revenant” (redivivo). La scena di riferimento inizia al minuto 23 e termina al minuto 28.  In questi  5 minuti è stato bandito ogni sottofondo musicale per lasciare l’audio ai suoni della natura e del combattimento tra Huge Glass e l’orso.

La scena di interesse inizia dopo l’ultima battuta del protagonista che dice ad un suo compagno di caccia “Mi piace il silenzio”, quasi ad annunciare questo intervallo temporale dove appunto il silenzio dei protagonisti e delle musiche lascia spazio ai suoni delle azioni.

Da quel momento si sente solo il rumore della pioggia, una forbice che taglia i capelli e successivamente il rumore dei passi. Si può distinguere il passaggio sulla terra bagnata, sul fogliame, su dei ramoscelli che si rompono. Poi si sente il rumore che Huge Glass fa per caricare il fucile, il grugnito dell’orso, ed infine inizia il lungo combattimento raccontato dai suoni che emettono i due protagonisti. In questo panorama entrano diversi audio della natura circostante, come il canto degli uccelli e di altri indecifrabili animali. Siete nello schermo ma non potete sentire l’odore della terra bagnata, i piedi umidi, il vento sul viso.

…DA STEVEN SPIELBERG A RENATO POZZETTO

Altro film importante è “Salvate il soldato Ryan” dove il Steven Spielberg  racconta lo sbarco in Normandia servendosi dei classici suoni di un conflitto bellico. Anche qui le sensazioni sono parziali.

Le sonorità possono trovarsi anche in film meno impegnativi ed anche in questo caso servono a trasportare lo spettatore in un altro contesto. Pensate alla commedia “Il ragazzo di campagna” nel momento in cui Renato Pozzetto attraversa Milano su un vecchio trattore. Andate a rivedere quella scena e vi accorgerete di quanti suoni del traffico ci sono per catapultarvi nel contesto. Queste scene non possono però trasmettervi l’odore dello smog e il tepore della giornata soleggiata.

Voi direte che neanche il vino sarà in grado di trasmetterci la sensazione di avere i piedi umidi dalla pioggia e farci sentire il calore del sole sul viso. Giusta osservazione. Ma il nostro intento era quello di dimostrarvi i limiti della pellicola. Adesso seguiteci e vi spiegheremo come utilizzare il vino per rendere ancora più magica l’avventura cinematografica.

IL METODO IN 4 PRINCIPI BASE

Come vi abbiamo anticipato il vino può essere utile per trasmettervi delle sensazioni che possano colmare alcuni vuoti cinematografici oppure può arricchire le emozioni che un film può trasmetterci. In taluni casi può essere utile invece per contrastare delle narrazioni troppo complesse o emotivamente troppo impegnative. Vedremo che il vino può essere utilizzato in svariate modalità.

Per ora utilizziamo una variante semplificata di queste modalità promettendovi che con il tempo, una volta entrati in confidenza con questo approccio, la amplieremo.

Abbiamo pensato di schematizzare la questione creando 4 principi di abbinamento vino film: per completamento, per sostegno, per comunanza emotiva, per complessità sensoriale.

Le prime due sono le più facile da implementare e spesso sono quasi obbliganti. La terza è la più affascinante e la più piacevole in quanto dovrete fare fede alle vostre emozioni e sensazioni rendendovi completamente partecipi . L’ultima è la più ostica e sotto alcuni aspetti anche difficilmente interpretabile, ovvero c’è il rischio di farne un abuso mentre dovrebbe essere una scelta alquanto rara, proiettandosi invece sulle altre tre.

ABBINAMENTO PER COMPLETAMENTO

L’abbinamento per completamento si utilizza per trasferire sensazioni allo spettatore che vadano a integrare quelle trasmesse dal film, ovvero il vino può trasferire emozioni che completano o quasi completano la realtà presentata. Sono quasi obbligate. Facciamo Un esempio. “Il profumo del mosto selvatico” si presta bene a questo primo esperimento. Idealmente è ambientato nella Napa Valley ma molte scene sono state girate presso la Haywood Vineyards , un’azienda vinicola vicino Sonoma. Durante il film si vedono bicchieri di vino rosso e uva a bacca rossa. Il film ci trasmette le immagini stupende di questi vigneti. Ci trasmette la cultura vitivinicola e la storia di questi luoghi grazie alle azioni dei protagonisti. Per essere completo il film ha solo bisogno di trasmetterci le sensazioni che provano gli attori. Possiamo colmare questo limite recuperando i sapori del territorio attraverso il vino. Siamo obbligati a proiettarci su un rosso della zona. Cabernet Sauvignon di Sonoma o Napa Valley. Ogni volta che nel film è esplicitato un vino la nostra scelta dovrà ricadere per forza su esso.

ABBINAMENTO PER SOSTEGNO

L’abbinamento per sostegno è relativo a quelle associazioni che si possono creare tra il film e i suoi luoghi, i suoi protagonisti oppure la sua natura. E’ il film stesso che indica il vino. Un esempio potrebbe essere “lezioni di cioccolato”, dove il protagonista è chiaramente il cioccolato. In un film in cui la ricorrenza di questo alimento è spasmodica obbliga l’utilizzo di un vino passito come il Sagrantino Montefalco Passito DOCG, oppure proiettarsi su un barolo chinato. In questo caso il vino non completa il film, soluzione che potrebbe essere raggiunta degustando anche della cioccolata, ma lo sostiene. Un’altra situazione tipica potrebbe essere un film girato in una determinata location e non ci fornisce spunti sull’abbinamento. In questi casi per assaporare le emozioni  della pellicola possiamo puntare su un abbinamento locale o regionale. Nel film “Under the tuscan sun” potremmo optare per un Cortona Doc.

ABBINAMENTO PER COMUNANZA EMOTIVA

Veniamo all’abbinamento più intrigante. Possiamo decidere un vino in base al genere del film. Ogni genere ha delle caratteristiche che possono sposarsi con determinati vini, tipicamente indicati dalla carica emozionale. Un film commedia sarà sicuramente simpatico, divertente, veloce, leggero, non impegnativo. Questi caratteri saranno più o meno marcati e ci indicheranno il vino giusto da abbinare. Siamo noi che con il nostro intuito, le nostre conoscenze e il nostro approccio al film decidiamo cosa bere.

Pensiamo al duo Robert De Niro – Ben Stiller in “Ti presento i miei”. Si avvicina bene alle caratteristiche sopra riportate. Potete puntare su un vino con una media gradazione alcolica, fresco, profumato, non troppo impegnativo, che abbia del brio e una buona vivacità. Queste condizioni ci stanno imponendo un bianco giovane, con profumi delicati. Possiamo muoverci tra una bianco friulano o alto atesino. Quale? Fate voi, iniziate il primo esercizio. Noi vi daremo conferma nel prossimo articolo.

ABBINAMENTO PER COMPLESSITA’ SENSORIALE

L’ultimo abbinamento è quello più complicato. Ci troviamo di fronte ad un film che al di là del genere ha una complesso ventaglio di sensazione oltre alla carica emotiva che può trasmetterci. In questo caso oltre all’emozione di base indicata dal genere del film entrano in gioco le sensazioni che vengono trasmesse. E’ il classico esempio dei film sopracitati, quali Revenant e Into the wild.

Limitiamoci al film di Leonardo Di Caprio. Il fattore ambientale è predominante. Ci troviamo nel freddo del Nord Dakota, proiettati indietro nel tempo di quasi 200 anni. La foresta e le vallate sono la location predominante. E’ un film che abbraccia più generi, dal biografico al thriller fino all’avventura passando per il western. Sono molti i personaggi che fanno capolino in questa pellicola, ma soprattutto sono molte le scene e per giunta ricche di input sonori. Non è facile trovare un vino che possa accompagnarci in questa serata di relax.

Dovremmo puntare su una bevuta che richiami il bosco, il freddo, l’azione,  la tenacia del protagonista. Un vino che ci porti indietro nel tempo e che sappia darci la sensazione di un terreno fangoso e di un corso d’acqua ghiacciato. Molto difficile spiegarlo in poche parole, lo faremo in modo dettagliato nel prossimo articolo. Oggi soddisfiamo la vostra curiosità dicendo che abbineremmo un vino che abbia già qualche anno sulle spalle, che possa riportarci i profumi del bosco e del sottobosco. Che abbia una buona gradazione alcolica per contrastare il freddo del Nord America e una struttura tale da sorreggere il carattere di Hugh Glass. Ci orientiamo decisamente su un rosso. Quale? Anche qui vi lasciamo esercitare. Al nostro prossimo articolo vi riveleremo la nostra scelta.

COMBINAZIONI DI MODALITA’ E TEMPO

Rimane indiscusso il fatto che queste 4 modalità possano combinarsi. Ossia nello scegliere un vino posso rispondere a tutti e 4 i canoni proiettandomi su un prodotto che avrà ancora più chance di essere la scelta giusta.

Un’ ulteriore fattore che dobbiamo tenere in considerazione è il tempo, ovvero in quale frangenti del film effettuare la degustazione. Considerato che non è consigliabile bere per l’intera durata dello spettacolo, dovremo optare per limitare gli assaggi in scene ben precise. Anche questo argomento ha molta ampiezza e lo tratteremo alla fine del nostro excursus. In particolare perché gestire i tempi nel film non è assolutamente facile e spesso è difficilmente fattibile. Nell’articolo Combinazione di metodi e tempo troverai l’approfondimento di quanto appena esposto.

NON PERDERE I PROSSIMI APPUNTAMENTI SUL TEMA

Nei prossimo articoli entreremo nel dettaglio di ogni singola modalità di abbinamento. Faremo degli esempi interessanti mettendo in correlazione diversi film con altrettanti vini. Alla fine del percorso affronteremo la combinazione di queste modalità in modo molto dettagliato.

Nel frattempo inizia una rubrica su instagram, periodicamente pubblicheremo un film che sarà trasmesso in tv e vi daremo consiglio su cosa abbinarlo. Se già avete qualche idea e qualche abbinamento segnalatecelo. Ne parleremo insieme.

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