Abbinamento film vino: principio di completamento.

ABBINAMENTO PER COMPLETAMENTO

Abbinamento vino film: principio di completamento. Nel nostro articolo “Abbinamento vino film. Scopri come farlo in pochi passi” abbiamo posto le basi per intraprendere un approccio per abbinare i vini ai film. In questa puntata vediamo come applicare uno dei 4 principi base, ovvero l’abbinamento per completamento.
Come anticipato è sicuramente il caso più facile che possiamo trovare. Faremo riferimento a questo principio ogni volta che il film esplicita senza ombra di dubbio il vino che deve essere degustato durante la sua proiezione. Ci troviamo quasi sempre di fronte a pellicole cinematografiche che trattano di vino, dove lo stesso spesso è protagonista.

IL PRINCIPIO IN UN ESEMPIO

La scorsa volta abbiamo preso in considerazione “Il profumo del mosto selvatico”. Keanu Reeves e Aitana Sánchez-Gijón sono i protagonisti di questa sotria d’amore che ruota intorno ad una azienda vinicola idealmente posta in Napa Valley. Abbiamo detto idealmente perché in verità alcune scene sono state girate presso Haywood Vineyards, una azienda nei pressi di Sonoma.

Durante il film emergono scene di vita in vigneto. Si balla e si pigia l’uva durante la vendemmia. Avvengono scene di carattere emotivo lungo i filari. A questo aggiungiamo alcune riprese fatte davanti ad un bicchiere di vino rosso.

Il film caratterizza il vino e abbiamo specificato nello scorso articolo che la scelta cade su un rosso della Napa Valley oppure di Sonoma. Possiamo optare per un Cabernet Sauvignon che è rappresentativo di queste zone. A cosa serve abbinare questa tipologia di vino? Per completare le scene, ovvero abilitare quei sensi che la tv non riesce ad attivare per  rendere particolareggiato l’intero film.

Il film di Alfonso Arau per quanto dettagliato non può trasmetterci profumi, sapori e l’intera atmosfera. Cerchiamo di farlo attraverso il vino. Mentre guardate le scene portate il calice al naso e respirate la sua terra, il suo vigneto, le sue uve. Poi assaporate il calore, il suo corpo. Fatevi trascinare dal vino nella California vitivinicola.

UN CASO SEMPLICE

Altro esempio eclatante di abbinamento per completamento è il film “un’ottima annata”.  Russell Crowe e Marion Cotillard danno vita ad un storia d’amore tra i vigneti della provenza. In questo film subentra anche l’introspezione del protagonista, il ritorno ai valori. Potremmo approfondire il tema ma al momento limitiamoci al nostro principio base e lasciamo che sia questo a guidarci nell’abbinamento.

AOC_Luberon_Château_la_Canorgue
AOC_Luberon_Château_la_Canorgue

Durante il film ricorre spesso la bottiglia di vino. Il suo colore è un rosso poco acceso. Si accenna ad un vino introvabile, quasi leggendario, di altissima qualità. Si vedono scene in vigna tra filari contornati da pietre. Scene in cantina con barrique in esposizione. Abbiamo abbastanza elementi  per  compiere la nostra scelta, ma entriamo ancora più nel dettaglio. La location è Château la Canorgue nei pressi di Bonnieux e questo  chiude il quadro.

Orientiamoci direttamente sui vini della cantina. Certo non è immediato recuperare un La Canorgue “prestige” oppure un Vendanges de Nathalie. Non possiamo scendere sotto casa e pretendere che la nostra enoteca di riferimento abbia queste bottiglie. Organizzatevi prima. Se invece volete rimanere sul tema senza passare le vostre giornate a recuperare queste bottiglie proiettatevi su un AOC Luberon o un IGP Méditerranée.

A questo punto non dovrebbe mancare nulla alla vostra visione. Ogni volta che vedrete i protagonisti sorseggiare del vino o avventurarsi tra i filari potrete immergervi nelle sue esperienze riscoprendo i suoi stessi sapori nel vino che state degustando. Durante il film Russell Crowe afferma in continuazione che i vini di suo zio sono imbevibili. Soprassedete. Il vostro vino vi delizierà e fatevi accompagnare da lui in provenza.

APPLICARE IL PRINCIPIO SU PELLICOLE COMPLICATE

Tutto facile quindi. Non proprio. La semplicità cade di fronte a pellicole cinematografiche che nonostante esplicitano il vino allo stesso tempo ne cambiano i connotati. Un esempio eclatante è “Il segreto di Santa Vittoria”.

cinzano

La pellicola riprende un fatto realmente accaduto sul finire della seconda guerra mondiale, quando i soldati tedeschi in fuga cercarono di rubare i vini pregiati del piccolo comune di Santa Vittoria D’Alba in provincia di Cuneo. Il film può portare in contraddizione, in quanto sebbene il luogo indiscusso del fatto fosse in Piemonte, in realtà è stato totalmente girato a Roma e nei paesi di Anticoli Corrado e Capranica Prenestina. A peggiorare la situazione è che il tutto poggia su un equivoco di fondo. Robert Crichton, lo scrittore che ha riportato il fatto da cui ha preso vita il film, ha confuso Santa Vittoria D’Alba con Santa Vittoria in Matenano che si trova nel centro delle marche. Riassumendo, luogo di origine diverso da luogo idealmente girato e lo stesso diverso dal luogo effettivo in cui sono state fatte le riprese.

Dobbiamo fare una scelta decisa e netta. Dobbiamo calarci nella parte degli attori e avvicinarsi il più possibile alla realtà che si vuole rappresentare, quindi focalizziamoci su Santa Vittoria D’alba.

Il secondo consiglio ci viene dato all’interno del film dove non mancano i riferimenti alla cantina Cinzano. Altro dettaglio, il colore del vino che viene servito nei bicchieri è sempre rosso. Anche questo però non deve trarre in inganno. Le testimonianze riportano che furono nascoste quasi esclusivamente bottiglie di spumante e macchinari. Possiamo quindi scegliere se affidarci alla storia e accompagnare il film con un moscato d’asti DOCG oppure allinearci con i colori delle riprese cinematografiche con un Vermouth.

ABBINAMENTO FILM VINO INASPETTATO

Ultimo esempio. Il vino non è protagonista del film ma citato in modo esplicito anche in frasi non particolarmente importanti della sceneggiatura. Possiamo utilizzare questi riferimenti per immedesimarci nei personaggi e nel loro quotidiano assaporando le stesse sensazioni.

Questo caso può avvenire nei film più disparati e che spesso con il vino non hanno nulla a che fare. Un esempio dimostrativo che propongo è “The Transporter 3“. Film d’azione con l’adrenalina a mille che tra una pallottola e un calcio volante vi consiglia l’intero pasto da abbinare. Vino incluso. Dove? Nel dialogo tra Jason Statham e Natal’ja Rudakova sulla strada verso Monaco di Baviera, quando il protagonista chiede alla bella Valentina cosa vuole per pranzo.

Valentina :Arrosto di vitello con carote e barbabietole con un bel sugo tirato al madeira

Frank Martin :Nessun contorno?”.

Valentina :Un’insalata verde con aceto balsamico di modena?

Frank Martin :Invecchiato?”.

Valentina :Certo, invecchiato.

Frank Martin :E per dessert?”.

Valentina :Torta Sacher.

Frank Martin :Con panna montata o senza?”.

Valentina :Con.

Frank Martin :E da bere?”.

Valentina :Vino

Frank Martin :Un Tokaj magari. Ti piace?”.

Valentina :Purchè sia ghiacciato.

Frank Martin :Ovviamente”.

Fermiamoci al dolce. Il film è del 2008 quindi diamo per assodato che lo sceneggiatore fosse al corrente che dal 2007 solo il Tokaj ungherese possa avere questa denominazione. Evitiamo di preparare un intero pasto per il film. Può stuzzicarvi l’abbinamento Torta Sacher – Tokaj? Se lo gradite fatelo, altrimenti scegliete un dolce da abbinare al vino. E comunque il Tokai non ghiacciato.

Neanche il vino è di vostro gradimento. Poco Male. Nonostante lo scetticismo iniziale questo film sul finale offre un altro abbinamento. Mentre sono sulla barca a pescare Valentina propone il menu.

Valentina :Conosco un posto meraviglioso lungo la costa, qui vicino. Dove fanno un’incredibile pesce in umido. Ci mettono tanto pomodoro, cipolla e come tocco finale un pizzico di lavanda selvatica”.

Frank Martin :Che tipo di vino?”.

Valentina :Beh. Un rosato del sud.

Ispettore Tarconi :Uno chateauneuf magari.

Frank Martin :ghiacciato ovviamente?”.

Valentina :Ovviamente.

Decide voi se degustare un rosato del sud o uno chateauneuf rosso. Unica accortezza, che non sia ghiacciato.

Ci vediamo al prossimo articolo in cui affronteremo l’abbinamento per sostegno. Nel frattempo se avete qualche idea dove applicare il principio sopra esposto fatelo sapere anche a noi. Ne parleremo insieme.

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