Vino e Film. Abbinamento per complessità sensoriale.

Questo abbinamento è forse il più difficile ma quello che più vi divertirà. Sarà il momento per scoprire le vostre emozioni e le vostre sensazioni. Affrontando questa sfida avrete modo di scendere nella vostra cantina personale e scoprire con occhi nuovi i vostri vini. Allo stesso tempo vi avvicinerete ad un film con l’occhio attento dell’osservatore scrupoloso sviscerando ogni singolo aspetto. Il vostro compito sarà quello di estrapolare più fattori sensoriali possibili, metabolizzarli emotivamente e scegliere un vino che sappia colmare i vuoti o sostenere la complessità degli input cinematografici. Ricordate che vino e film hanno sempre aspetti sensoriali.

UNA DIFFICOLTA’ CHE DIVENTA OPPORTUNITA’

Sono i classici film in cui non ci sono aiuti per noi appassionati dell’abbinamento. Non ci sono richiami al vino, oppure ad una particolare area di interesse in ambito di viticoltura, non è definito un genere ben specifico e lineare cui associare un vino simile. Siamo in una situazione complessa dove gli aspetti sono molti e nessuno richiama la nostra cantina personale.

Questo metodo sarà utile soprattutto quando ci troveremo di fronte film che richiedono un certo impegno da parte dello spettatore. Le storie biografiche riportate su pellicola spesso sono ricche di elementi. Ma possiamo trovarli anche in film che trattano temi storici o particolarmente drammatici. Sarà utile per trovare il giusto vino per un film che affrontano temi morali importanti. Ma con i dovuti accorgimenti è possibile applicarlo anche a film thriller impegnativi, magari di stampo psicologico, oppure a quelle giallo internazionale o spy story.

Nell’articolo di apertura del nostro percorso abbinamento vino e film avevamo preso come esempio per questa tipologia il capolavoro di  Alejandro González Iñárritu, Revenant, con uno strepitoso Leonardo Di Caprio.

AMBIENTE E PERIODO STORICO

Analizziamo la pellicola partendo dalla location e dal periodo storico. La vicenda si svolge nel Nord Dakota. Luogo dai forti richiami del vecchio west. Su queste fredde terre ai confini con il Canada ha preso vita la famosa serie tv “La casa nella prateria”. Qui è possibile trovare ancora terre selvagge, dove i pionieri costruirono le prime case. Territorio dove Sioux e visi pallidi si contesero il predominio di una vasta area ricca di caccia e pellame. Una regione ricca di foreste, fiumi, torrenti ma soprattutto di freddo e neve. Il film è ambientato circa due secoli fa. Il primo tassello del nostro abbinamento è fatto. Mettiamo sul nostro taccuino le parole selvaggio, freddo, boscoso, avventuroso. Ci aiuteranno.

Tutti i film hanno un ambiente e un periodo. Calarsi in un film significa innanzitutto riconoscere luoghi e tempi. E se il video vi porterà in luoghi e tempi diversi non preoccupatevi. Trovate qualcosa che li accomuna o che li distingua. Trovate la vostra dimensione spazio temporale. Valutate in quale stagione si svolge. Se la trama impegna solo poche ore di una giornata, oppure se richiede giorni interi se non addirittura mesi o anni per lo svolgimento del racconto. Se si svolge in poche ore valutate in quale periodo del giorno. Cercate di annotare se piove oppure se c’è il sole. Se le scene si svolgono in città o in campagna, forse al mare o in montagna. Eventualmente se c’è un luogo specifico tipo una casa, un ufficio, una foresta, un resort.

ANALISI DEI PERSONAGGI E DEL PROTAGONISTA

Adesso analizziamo il protagonista. Un uomo che scampa alla morte e cerca vendetta. Di poche parole ma allo stesso tempo forte, coraggioso e deciso. Un Trapper che sa cavarsela da solo in qualsiasi situazione e affronta le disavventure a viso aperto. Un personaggio che riesce a sostenere su di se l’intero film senza l’ausilio di comprimari. I lunghi silenzi durante le scene rendono il protagonista il vero oggetto dell’intera struttura narrativa. Questo è un secondo aspetto importante. L’indiscussa predominanza del protagonista.

Lo studio dei personaggi è un tema di assoluta importanza. Sono loro che trasmettono la maggior parte delle emozioni. Valutare un personaggio non significa solo catalogarlo all’interno di un ruolo ma raccontare qualcosa di lui. L’età, il sesso, l’aspetto fisico non bastano. Bisogna capire cosa pensa e cosa prova. Osservare come si muove, così come il suo modo di parlare. Cercate di capire dal suo comportamento se è un tipo frenetico, oppure calmo. Se il personaggio è solare e divertente oppure è scontroso e arrogante. Create la sua carta d’identità dove la voce note deve essere la più ricca possibile. Solo così riuscirete a cogliere il suo pensiero e la posizione che occupa tra le scene. Solo così potrete evidenziare i dettagli che vi aiuteranno nella scelta del vino.

Valutare soprattutto se c’è un solo protagonista cui ruota intorno tutto il film oppure se ci sono alcuni pochi personaggi centrali.

VALUTARE LE EMOZIONI

Terzo aspetto da valutare sono le emozioni che trasmette l’intero film. Possiamo sicuramente dire è che ricco di suspance. Huge Glass porta sullo schermo una sequenza di vicende che lo proiettano in una continua lotta per la sopravvivenza. Sappiamo fin dall’inizio che supererà ogni ostacolo. Il film si regge sul protagonista ed è chiaro che dovrà vivere fino all’ultimo istante, ma le scene proposte creano comunque aspettativa e tensione. Leonardo Di Caprio ha poi il pregio di saper inviare allo spettatore le emozioni di Huge Glass. Ci viene trasferita la rabbia e il rancore che portano il protagonista in cerca di vendetta. A volte veniamo contagiati dalla disperazione del Trapper che sembra non dover smettere mai di lottare. Emozioni di amore e passione attraverso i ricordi che fioriscono nella mente di Huge Glass nei momenti più difficili del suo viaggio. Veniamo quasi sommersi da malinconia e tristezza. Una voglia di non ricordare i bei tempi andati. Ricordi che fanno male e abbattono. Abbiamo chiaro un’altro aspetto, le presenza di sentimenti profondi, predominanti e radicati che non abbandonano lo spettatore facilmente.

Non c’è film che non trasmette emozioni. Anche i film comici trasmettono emozioni: l’allegria. Non serve che vi dica come captarle ma un consiglio ve lo posso dare. Molti di noi cadono sempre nello stesso tranello. Ossia farsi trasportare dall’emozione primaria cancellando le emozioni secondarie. Faccio l’esempio classico del film horror. Se vi chiedessi quali emozioni avreste provato dopo aver visto un film di Dario Argento mi rispondereste che l’unica emozione provata è la paura. Potrebbe essere, ma la maggior parte delle volte ci sono altri brevi momenti del film che trasmettono altre sensazioni. Forse un istante di ilarità, oppure un secondo in cui i personaggi si dimostrano il loro affetto, o forse un pò di compatimento per la condizione di uno di loro. Cercateli e teneteli in considerazione.

ATTENZIONE AI DETTAGLI

Sempre nell’articolo di apertura vi avevo anticipato che è importante valutare anche i dettagli in questo caso. Avevo fatto l’esempio del combattimento contro l’orso. Siamo rimasti in ascolto del terreno fangoso sotto i piedi di Huge Glass, i ramoscelli che si rompono, lo sparo, il lungo combattimento che non lascia spazio alle parole ma solo ai suoni. Dobbiamo analizzare quali sono gli effetti che vediamo durante un film. Valutare le sonorità che richiamano luoghi e situazioni, un eventuale panorama che suscita emozioni, silenzi che possono essere integrati da fermo camera su alcuni aspetti, vicende o personaggi. Questo film è ricco di questi elementi. Di tutto ciò segniamo sul taccuino che Revenant assorbe i nostri sensi impegnando la mente in modo non indifferente.

Spesso li mettiamo in secondo piano ma molti registi usano i silenzi, i suoni, gli effetti per trasmette in pochi istanti un concetto cui servirebbe un scena intera e forse la stessa non sarebbe esaustiva. Cogliere i momenti salienti sotto forma di dettaglio è un operazione importante per snocciolare la pellicola. Valutare le sfumature è indispensabile per  avere una visione completa del quadro.

Abbiamo tutto ciò che ci serve per abbinare un vino. Facciamo un breve elenco delle caratteristiche organolettiche necessarie così come le abbiamo estrapolate dal film.

UN ESEMPIO DA ABBINARE

Serve un vino che ci riporta indietro negli anni, quindi un vino con molto affinamento sulle spalle. Che sappia riscaldarci dal freddo del nord Dakota, quindi con una buona dose alcolica. Che richiami il legno delle foresta, il sottobosco e i territori selvaggi.

Serve un vino protagonista come Huge Glass che non ha bisogno di comprimari. Un vino che sappia trasmettere da solo una ricca quantità di emozioni. Ma soprattutto con una persistenza tale da accompagnare le lunghe scene ricche di emotività che il film ci propone.

Infine un vino che sappia colmare i vuoti narrativi, i silenzi. Allo stesso tempo un vino che sappia raccogliere i suoni del bosco, delle cascate e dei combattimenti. Serve un vino forte e deciso come il protagonista. Un vino che accompagni l’umiltà e l’eleganza di Leonardo Di Caprio nell’affrontare le disavventure rimanendo fedele a se stesso e ai suoi principi morali. Giusti o sbagliati che siano.

Fatto ciò è facile scegliere il vino. Come anticipato la scelta cade doverosamente su un rosso di grande struttura, con almeno una decina di anni sulle spalle, che abbia fatto affinamento in legno. Un rosso con una persistenza importante e buona alcolicità. Indispensabile una ampia  complessità aromatica. Noi vi consigliamo un Barolo DOCG in prima battuta, altrimenti un Brunello di Montalcino DOCG.

IL METODO IN BREVE

Possiamo racchiudere quindi il metodo per complessità sensoriale in questi aspetti. Valutazione del luogo e del tempo incluso il periodo storico e l’ambiente. Valutazione dei personaggi ed in modo particolare del protagonista. Analisi della sfera emotiva trasmessa dal film. Studio degli effetti sonori e visivi della pellicola Raccogliendo queste informazioni e associando ad ognuna di esse un descrittore è possibile decidere un vino in abbinamento.

Non è facile ma vi assicuro che sarà divertente, soprattutto se riuscite a coinvolgere più persone. Più sarete e maggiori saranno i dettagli che estrapolerete da un film e solo così potrete indirizzarvi verso la bottiglia che più possa darvi soddisfazione durante la visione.

Se vi siete persi i precedenti articoli sul nostro metodo di abbinamento vino e film non perdeteli. Qui trovate l’abbinamento per completamento, per sostegno e per comunanza emotiva.

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