Apri le porte della tua cantina al mondo con il work exchange

Il work exchange in cantina.Se state leggendo questo articolo è perché da tempo vi starete chiedendo come far conoscere la vostra cantina fuori dai confini nazionali rendendola una meta interessante per appassionati da tutto il globo. Avrete valutato anche la possibilità che da ogni parte del mondo ci sono persone che potrebbero portare nella vostra azienda know-how, esperienze, competenze e punti di vista che potrebbero aiutarvi a crescere. In sostanza da tempo balena nella vostra testa l’idea di accogliere nella vostra struttura persone che, come voi, vorrebbero scambiarsi informazioni e aiuto reciproco.

Per coloro che sono scettici ricordo che aprire le porte della propria cantina a persone provenienti da paesi lontani può incentivare ad accrescere il proprio brand. Si possono aprire nuovi mercati ma anche instaurare rapporti di collaborazione e scambio. Insomma rimanere chiusi nel proprio giardino, per quanto confortevole, non aiuta a migliorarsi. Il work exchange in cantina potrebbe aiutarvi ad esplorare nuovi orizzonti.

COSA E’ IL WORK EXCHANGE

Se vi siete convinti che questa sia la strada giusta vi propongo un’idea affascinate che sta coinvolgendo sempre più aziende agricole, il work exchange. Vi starete chiedendo cosa sia e come può esservi utile.

Il Work Exchange è un nuovo modo di girare il mondo minimizzando i costi. Si mette a disposizione la propria forza lavoro in cambio di un alloggio.  Se state pensando che sia un modo per scroccare ospitalità o per sfruttare ignari vacanzieri trasformandoli in schiavi vi sbagliate di grosso. Si tratta di uno scambio dove l’ospite vi ripagherà con la sue competenze per una parte della giornata. L’azienda potrà usufruire del suo skill mettendo a disposizione un luogo dove alloggiare. L’ospite avrà modo di aiutare l’azienda offrendo il suo lavoro sia intellettuale che fisico in una parte di giornata, per poi rendersi libero di fare il turista nelle seconda parte di giornata. Nel frattempo l’ospitante può formarlo ed introdurlo nel settore trasferendo conoscenze e competenze, promuovendo anche il proprio territorio. Il work exchange vi aiuterà ad accrescere le vostre competenze.

I PRIMI VANTAGGI DELLO SCAMBIO CULTURALE

Vi starete chiedendo come un americano o un tedesco possano aiutarvi a trasformare la vostra azienda dedicando poche ore della sua giornata per due o tre settimane. Ho parlato di competenze. Iniziamo a chiederci quali possono essere i potenziali ospiti che alloggeranno presso la vostra struttura. Probabilmente ci sarà sicuramente qualche turista che vuole fare un’esperienza nuova oppure girare il mondo e non avendo disponibilità si offre di aiutarvi nella vendemmia.

Ma attenzione che anche queste persone che a primo approccio non hanno skill, in realtà vi stanno offrendo una grandissima opportunità. Una su tutte quella di imparare una lingua. Certo magari saprete parlare già inglese o francese, forse tedesco.  Ma se non andate oltre l’italiano e qualche dialetto locale questa è una grandissima occasione. I corsi per apprendere una lingua costano molto, sono lunghi e spesso si arriva alla solita conclusione, ovvero l’inglese devi praticarlo.

Se volete evitare di trasferirvi all’estero lasciando la vostra azienda per tre mesi allora fate si che l’estero venga da voi. Accordatevi con i nuovi amici chiedendo di parlare alcune ore in italiano e alcune ore nella loro lingua di provenienza o in inglese. Il work exchange in cantina amplierà i vostri confini partendo dalla lingua.

FAI CONOSCERE IL TUO TERRITORIO

Rimanendo sempre in tema di ospiti privi di skill specifici oltre alla lingua possiamo avere a disposizione persone molto motivate. Chi sceglie di andare a lavorare in un’azienda agricola sa cosa gli aspetta. Sa che dovrà sporcarsi le mani e vivere a contatto diretto con natura e terra. Chi fa questa scelta lo fa in funzione di un’avventura che vuole vivere.  La parte affascinante di questo aspetto è che dovrete insegnare a queste persona a fare una vendemmia o alcuni piccoli lavori di cantina. Perché non dimenticate che sono qui anche per imparare. Nell’istante in cui insegnate i valori della terra e dei vostri luoghi state predisponendo un individuo che una volta tornato in patria riporterà il suo bagaglio esperienziale.

INSTAURATE RAPPORTI

Come detto però, si tratta di uno scambio dove la vera merce offerta è la competenza. Avrete come ospiti ragazzi che provengono da studi di agronomia o enologia e decidono di mettere tra le proprie mete l’Italia. Un paese dove si può imparare molto sul tema vino. Avere nella vostra azienda un laureato della California o proveniente dalla Francia è un pregio. Avrete con voi delle persone che saranno pronte ad apprendere il più possibile da voi. Non si tireranno indietro nel dover mettere in pratica i vostri insegnamenti applicandoli in loco. Ma soprattutto avrete modo di fare uno scambio.

Potreste imparare anche voi qualcosa da loro. Possono raccontarvi come si produce il vino nella loro terra, come si commercializza, possono offrirvi il sapere proveniente da studi aggiornati. Se siete fortunati il vostro ospite avrà sulle spalle qualche master su argomenti di cui non siete a conoscenza. Infine può darvi informazioni su quale tipologia di vini potrebbe avere successo nel suo mercato di provenienza. In parole poche vi si apre un mondo. Fare work exchange in cantina significa porre le basi per superare i confini nazionali.

NON FINISCE QUI

Un ritorno molto importante è il fatto che queste persone, alloggiando da voi almeno due settimane, non saranno i classici degustatori che vengono a fare la visita in cantina. Saranno persone con le quali stringerete prima un rapporto di lavoro, poi una conoscenza ed infine un’amicizia. Tutti rapporti utili quando sarete voi a dover andare nel suo paese per proporre i vostri vini. Avrete un contatto cui potreste chiedere di aiutarvi. Potrebbe sondare per voi il terreno oppure presentarvi ulteriori contatti che potrebbero tornare utili al vostro business. Potreste chiedere consigli su come muoversi in un territorio nuovo.

Non escludo che possano nascere delle vere e proprie collaborazioni. Il vostro ospite può diventare un consulente per la vostra azienda o commercializzare il vostro prodotto fuori dai confini nazionali.

Potremmo continuare a elencare quanti vantaggi un tecnico straniero può offrirvi una volta che sarà instaurato un rapporto.

ULTERIORI VANTAGGI DEL WORK EXCHANGE IN CANTINA

Veniamo ai vantaggi indotti. Anche qui sono molti. Il primo è che il vostro prodotto inizia a muovere i propri passi all’estero senza spostare neanche una bottiglia. Il vostro ospite, che sia un appassionato o un tecnico, porterà la sua esperienza in patria, racconterà la vostra cantina e i vostri vini ad altri appassionati e tecnici. Colleghi, amici  e conoscenti potrebbero seguire il suo esempio e i suoi consigli e chiedere a loro volta il work exchange alla vostra struttura.

Inoltre, e non è da sottovalutare, chi viaggia condivide molto, soprattutto in rete. Le sue esperienze saranno riportate sui canali social ma ad un pubblico nuovo rispetto a quello cui vi rivolgete. Le foto della vostra cantina e delle vostre vigne spopoleranno su instagram coinvolgendo nuovi soggetti . Queste informazioni verranno tradotte in cinese, americano, russo ,spagnolo o qualsiasi luogo da cui provenga il vostro ospite, stessa cosa dicasi per facebook e per tutti quei canali che generano traffico. Più traffico si genera più la vostra cantina è conosciuta e credetemi può essere utile spostarsi all’estero e sentirsi dire “La vostra fama vi precede”.

Riassumendo si può cogliere l’opportunità di insegnare e apprendere allo stesso tempo in un clima di sereno scambio culturale.

Sono sicuro di avervi convinto. Nel caso così non fosse cercate di capire quali altre possibilità può offrirvi un ospite straniero e vedrete che qualcosa di interessante lo trovate. Ma adesso cerchiamo di capire cosa fare e a chi rivolgersi per mettere in pratica questo progetto.

COME MUOVERE I PRIMI PASSI

Se state pensando di contattare università, centri di studio, aziende estere proponendo uno scambio di competenze siete liberi di farlo. Ma vi propongo un sistema più semplice, immediato e meno oneroso. Ci sono diverse piattaforme di work exchange che permettono di pubblicare la vostra offerta ed entrare in un circuito. Gli ospiti, in base al luogo e al tipo di esperienza che vogliono fare, potranno valutare la vostra offerta e contattarvi.

Prima di continuare vogliamo sottolineare due cose di estrema importanza. Dovete avere una struttura adatta ad offrire vitto e alloggio. Non c’è bisogno che vi ricordi che la struttura deve essere a norma e che il servizio che offrite sia di qualità. Gli ospiti sono ospiti e non soggetti da sfruttare.

SIATE ETICI

Importante quindi anche l’aspetto etico. Non si deve trasformare questo strumento in un escamotage per non assumere personale. Il work exchange non nasce con questa intenzione. Nasce per fare uno scambio, è un dare e avere. Questi progetti non nascono per ridurre le opportunità di lavoro ma si rivolgono a quelle aziende e quegli ospiti che per un interesse reciproco intendono condividere un’esperienza. Sul vostro territorio insistono alberghi, agriturismi, B&B etc. Soprattutto persone che cercano un lavoro. Se il vostro intento è sano e genuino potete abbracciare questo progetto.  Se pensate di ospitare 10 persone solo nel periodo della vendemmia per risparmiare sui costi siete sulla cattiva strada. Un volta entrati nella piattaforma sarete contattati durante tutto il periodo dell’anno e non potete pensare di accettare gli ospiti solo quando ne avete bisogno, soprattutto vanno rispettare le regole.

PIATTAFORME DI WOOFING E WORK EXCHANGE

World Wide Opportunities on Organic Farms

Rispetto a quanto appena detto ci sentiamo di proporvi come piattaforma più indicata wwoof  (World Wide Opportunities on Organic Farms ).  Il suggerimento nasce dal fatto che questo portale si rivolge alle piccole realtà che fanno della sostenibilità un principio cardine che giustifica il mezzo.  Si prediligono quelle aziende proiettate al biologico che, per l’appunto, diventa argomento di istruzione e divulgazione verso gli ospiti. Da questa piattaforma nasce il termine woofing , ovvero una specializzazione del più ampio focus work exchange. Wwoof promuove al suo interno la condivisione di esperienze nel mondo della natura e nel rispetto della stessa accrescendo i valori di sostenibilità e buon comportamento.

Il woofing promuove lo scambio culturale tra host e ospite dove l’insegnamento e la promozione dei valori e principi di rispetto e protezione del territorio sono la colonna portante. Gli ospiti quindi non saranno dei semplici lavoratori che con le loro competenze vi aiuteranno nel disbrigo delle attività agricole. Sarete chiamati in prima persona a trasferire loro tutte le vostre conoscenze a partire dalla promozione dei propri luoghi.

World Wide Opportunities on Organic Farms è molto attento al rispetto della normativa vigente nazionale soprattutto nell’ambito di lavoro agricolo. In accordo con le finalità del progetto viene evidenziato che tra host e ospite non si genera un vincolo contrattuale ma  una semplice “modalità  di partecipazione all’attività  associativa e di perseguimento degli scopi e delle finalità  del Centro Educativo in quanto membro di WI.” In merito a quest’ultimo punto gli ospitanti dovranno costituirsi come centri educativi.

Wwoof è molto rigido nel rispetto delle norme e del regolamento interno, ancora più rigido nel rispetto delle norme vigenti. “ È  severamente vietato e costituisce grave violazione, impiegare i soci in sostituzione di lavoratori dipendenti, instaurare con essi un rapporto, anche di fatto, che possa configurare un vincolo di subordinazione, di orario, di mansioni ovvero una dipendenza o collaborazione di natura lavorativa, ovvero offrire una retribuzione, senza la necessaria regolarizzazione di legge”. L’ospite può in qualsiasi momento segnalare l’abuso dell’ospitante il quale rischia sanzioni, sospensione e l’espulsione dal circuito. Inoltre da regolamento interno è prevista un’assicurazione per gli ospiti compresa nella quota associativa e il rispetto di determinate mansioni e attività come indicato nella polizza stessa.

Gli host, oltre ad essere centri educativi, dovranno richiedere regolare iscrizione presentando la corrispondenza INAIL e la registrazione al registro delle associazioni di promozione sociale. Ovviamente anche l’ospitante deve munirsi di assicurazione.

Se decidete di fare work exchange in cantina siate etici.

Workaway

Una seconda piattaforma da prendere in considerazione è workaway.  Questo portale non è per uno specifico settore. Non si rivolge solo all’agricoltura, vengono difatti proposte esperienze anche per babysitter, giardinaggio, cucina etc. Il pubblico è quindi più ampio e trovare la specificità, ovvero ospiti con determinati skill, richiede più impegno.

Le restrizioni non sono molto lontane da wwoof. Il regolamento indica nel dettaglio quali sono i ruoli dell’ospitante e dell’host, così come viene ricordato ossessivamente il carattere collaborativo in pieno spirito associazionistico con l’intento di vivere insieme un’esperienza ed imparare il più possibile. L’host, una volta registrato, dovrà popolare il proprio profilo con luogo, attività, tipologia di esperienza offerta, foto etc. L’ospitante in base al proprio interesse seleziona l’host e da questo momento inizia uno scambio diretto per  cercare di capire se sia possibile condividere un esperienza di work exchange. L’aspetto grafico della piattaforma è moderno e facilmente navigabile.

Al suo interno è possibile trovare tutte le informazioni per vivere questa avventura e l’assistenza necessaria per districarsi in questo mondo. D’alto canto però workaway non entra nell’ambito di accordo tra ospitante e ospite. Dal momento in cui inizia il contatto non ci saranno intermediari tra i due attori che saranno unici responsabili dell’intera corrispondenza. Workaway è solo un tramite. Il vantaggio di questa piattaforma è che al momento ha il database più numeroso.

Worldpackers

Un’altra piattaforma che abbiamo valutato è Worldpackers. Possiamo considerarlo una via di mezzo tra i precedenti. E’ più frendly rispetto al primo e allo stesso tempo ha un supporto maggiore rispetto al secondo. All’interno della piattaforma vengono riportati minuziosamente i vari step sia per gli ospitati che per gli ospitanti. Spesso sono integrati con video tutorial e presentazioni per aiutarvi nell’accoglienza.  Chiaramente sono diversi i costi. Tutti questi servizi in più si pagano. Molto ristretta la portata degli ospiti rispetto a workaway.

Helpex

Infine annoveriamo  Helpex. Forse il primo portale ad occuparsi di work exchange essendo presente in rete dai primi anni 2000. Quello che non ci ha colpito particolarmente è la grafica che sembra rimasta a 20 anni fa. I vantaggi sono sicuramente il fatto di essere rimasto un sito snello, senza fronzoli, come moltissimi host e ospiti. Interessante ovviamente anche il prezzo, molto competitivo.

SCENDI IN PISTA CON IL WORK EXCHANGE IN CANTINA

Girando in rete e googlando il termine “work exchange” troverete svariati portali che offriranno questo servizio. Leggete le loro condizioni, quello che promuovono. Valutate il numero di totale ospiti che sono registrati. Ma valutate anche quanto sono proiettati verso la vostra tipologia di attività ed eventualmente quanti host sono già registrati. Leggete bene le norme contrattuali e verificate i costi. Successivamente scegliete quello che fa più al caso vostro ed iniziate a far diventare la vostra cantina una metà per appassionati di vino da tutto il mondo. il work exchange in cantina è una possibilità.

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