La Hall Of Fame del vino. Un salone della fama per i top wine.

Finalmente anche il vino e i suoi protagonisti hanno la loro hall of fame. Per chi non lo sapesse il “Salone della fama”, così viene tradotto in italiano, è un luogo in cui dimorano cimeli e memorabilia appartenenti a uomini che si sono particolarmente distinti in un campo, tanto da portare lustro e splendore al settore stesso. A volte queste sale contengono solo delle etichette commemorative, dei busti o semplicemente una lista di nomi. Tra le hall of fame più importanti ricordiamo quelle dedicate alla musica come il Blues Hall of fame  e quella del rock and roll Hall of Fame. In questi due saloni  troviamo nomi del calibro di B.B.King , John Le Hooker, Muddy Waters, Robert Johnson, Stevie Ray Vaughan ma anche Chuck Berry, Jimi Hendrix, Eric Clapton e tanti altri.  Più conosciuto il corrispettivo cinematografico, ovvero la Hollywood Walk of fame. Due marciapiedi lungo l’Hollywood Boulevard e la Vine Street, dove sono posizionate  2628 stelle, ognuna dedicata ad una star del cinema tra cui  Marylin Monroe, Marlon Brando,Stanlio e Ollio,John Wayne, Cary Grant.

ARRIVA LA HALL OF FAME DEL VINO DOPO 119 ANNI

La maggior parte delle Hall of Fame trova luogo nei musei o un luogo dedicato. Dopo ben 119 anni dalla prima sala delle glorie, quella dedicata ai grandi personaggi della storia americana, anche i grandi protagonisti dell’enologia trovano giustizia in un salone a loro riservato.

Dove poteva nascere se non a Barolo questa splendida idea. Lo storico castello comunale Falletti, dove già risiede il WiMu – Wine Museum, è stato scelto come sede dal Barolo & Castle Foundation, ovvero la fondazione che si occupa di gestire il museo e creare un circuito di castelli tra le Langhe e il Roero. Progetto nato e sostenuto anche dal Comune di Barolo, il Consorzio di tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, il Consorzio di tutela del Roero, il Consorzio della Barbera d’Asti e vini del Monferrato, l’Enoteca Regionale del Barolo e MCC Multi-Color Italia S.p.A.

All’interno del Museo del vino ora si trova anche la sala degli stemmi che ospiterà le prime tre etichette rivisitate dall’artista Rita Barbero, disegnate utilizzando come colori i vini dei tre nomi insigniti del riconoscimento. L’ufficio stampa per voce di Cristina Borgogno ci ha confermato che “Ogni anno un giura di valutatori selezionerà tre etichette di vini che sono stati punto di riferimento nel mondo. Le prime tre etichette selezionate il 22 giugno  scorso rendono omaggio a tre grandi nome dell’enologia locale, come è giusto che sia in questa fase inaugurale”.

I nomi rispondono al Barolo Marcenasco 1965 di Renato Ratti, la Barbera Bricco dell’Uccellone 1982 Braida di Giacomo Bologna e il Roero Ròche d’Ampsèj 1996 di Matteo Correggia.

FULL IMMERSION PER APPASSIONATI

Un’idea interessante perché finalmente l’enoturista ha un luogo dove poter vedere in un colpo solo tutte le etichette che hanno fatto la storia del grande vino. Ogni etichetta sarà accompagnata da un testo informativo. Al suo interno vengono ripercorsi i tratti salienti del prodotto, la storia e i personaggi che ne fanno parte. Un modo nuovo per permettere ai neofiti di fare un corso accelerato sui top wine. Nomi e simboli di cui hanno sentito parlare a qualche corso sommelier, leggendo, studiando o confrontandosi con i guru del vino. Un modo interessante per permettere alle giovane leve di stampare nella propria mente i grandi classici del vino. Si perché anche il vino ha i suoi best seller.

IL GIUSTO RICONOSCIMENTO AI PROTAGONISTI

Riconosciamo un ulteriore aspetto interessante. Siamo riusciti a creare un podio per tutti coloro che hanno investito tempo, energie e denaro per dare lustro all’enologia. Un luogo e un percorso museale per dare la giusta collocazione nella storia a chi , nel suo piccolo, ha fatto la storia. Perché il successo non è solo denaro. Ci sono premi altrettanto importanti, ovvero vedere il proprio nome o la propria etichetta resistere al tempo. Come i grandi vini il tempo che scorre è amico fedele. Anche in questo caso il suo scorrere inesorabile diventa un alleato per estendere radici nella storia.

SEMPRE PRIMI

L’italia è uno dei maggiori produttori di vino, e aggiungiamo maggiore produttore di vino di qualità. Possiamo vantarci di essere arrivati primi, come da tradizione, nel proporre qualcosa di nuovo in ambito enogastronomico. Questa volta unendo al piacere del vino anche l’arte, la storia e la cultura di cui siamo esportatori in tutto il mondo.  Nel corso dei prossimi anni la galleria delle glorie si arricchirà di etichette e attraversarla diventerà una meta ambita. Potrebbero invidiarcela oppure copiarcela. Questione di tempo, ma chi ama il vino sa che deve trovare un compromesso con questo fattore.

NUMERI E ASPETTATIVE

Il WiMu è già meta ed attrazione turistica. A questo punto auspichiamo possa diventare luogo di pellegrinaggio da ogni parte del mondo superando i già abbondanti numeri.

Le sue 25 sale si articolano su 5 piani, per un totale di 2 mila metri quadrati di superficie. Dal settembre 2010, l’allestimento permanente ideato da François Confino ha accolto oltre 450 mila visitatori con una media di oltre 50 mila all’anno. Il target dei più giovani è in crescita cui segue vero un exploit delle famiglie, anche con bambini. Oltre il 35% degli ingressi è rappresentato da stranieri, in linea con gli arrivi e le presenze turistiche tra le colline di Langhe e Roero.

Da oggi si arricchisce di nuova linfa. E nel frattempo attendiamo curiosi i prossimi tre top wine che entreranno nella hall of fame del vino.

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