Gvymarani. Georgia e biodinamica con Yulia Zhdanova.

Gvymarani. Georgia e biodinamica raccontati da Yulia Zhdanova. Espandiamo i nostri confini e andiamo a conoscere una terra lontana. Una terra millenaria. La storia sembra assegnare a questi luoghi la nascita del vino. Le leggende locali narrano che quando Dio stava distribuendo i territori ai popoli del mondo i georgiani arrivarono  per ultimi. Giustificarono il loro ritardo affermando che stavano festeggiando e brindando alla salute del signore. Dio decise di premiarli affidando loro la terra che aveva tenuto per se. Nasce quindi la Georgia, terra del signore, in virtù di brindisi e bevute. Terra del vino.

GVYMARANI, SPIRITO CAUCAUSICO

La Georgia fa parte di quella regione storico- geografica che viene denominata Caucaso, importante per essere punto di congiunzione tra la cultura occidentale e quella asiatica. Qui convergono tradizioni, costumi, saperi e conoscenze da buona parte del globo. Nonostante ciò la cultura georgiana è sempre stata fortemente radicata nel suo territorio, e i il loro modo di fare vino è una testimonianza. Noi al’abbiamo scoperto con l’aiuto di Yulia Zhdanova. Una giovane enologa georgiana che, dopo essersi formata in buona parte dell’europa e nel caucaso, e lavorando in importanti aziende vitivinicole in giro per il mondo, da vita al progetto Gvymarani. Un cantina neonata sita a Manavi, un piccolissimo villaggio famoso per il suo vino in anfora, più precisamente Qvevry, prodotto con l’autoctono Mitsvane.

UNA ENOLOGA IN GIRO PER MONDO

L’incontro con Yulia è stato emozionante. Una ragazza prodigio. A 30 anni fa parte del team di winemaker del Dominio De Pingus. Con lei abbiamo parlato anche di Ribera del Duero, abbiamo assaggiato i vini dell’azienda spagnola e approfondito la conoscenza del Tempranillo sul quale ha una cultura vastissima. Ma ne parleremo in un prossimo articolo. Per arrivarci la strada è stata ricca di esperienze lontane dal suo paese. “Mi sono innamorata del vino grazie al mio professore di biologia che mi ha avvicinato alla materia enogastronomica.  In seguito ai suoi rudimenti ho avuto modo di fare uno stage a Mosca in un giornale che si occupava di vino, cibo ed eventi. E’ stata una occasione fantastica, ho conosciuto sommelier,  chef, enologi, produttori ed esperti del settore che mi trasferirono la loro passione. Vedevo il entusiasmo nel loro lavoro. I loro racconti erano ricchi di emozioni. Ho imparato a conoscere il mondo dell’enogastronomia ed innamorarmi. Sono da 6 anni nel business del vino ed è un mondo fantastico. Lavorare in vigna per produrre qualcosa che fa felice la gente è meraviglioso”.

Mosca fu anche la base dei suoi primi studi tecnici. “Ho iniziato i miei studi all’università di Mosca in ingegneria della vinificazione, birrificazione e distillazione. In Francia ho continuato i master nel vino approfondendo l’enologia e il marketing . Successivamente ho avuto modo di sperimentare i miei studi scientifici a Bordeaux lavorando in cantina dove potevo apprendere i principi dell’agricoltura biodinamica.  Il mio periodo di formazione è stato completato anche da 6 mesi di studio all’università di Verona dove ho avuto modo di studiare l’enologia italiana.”

DALLA CORTE DI PETER SISSECK ALLE QVERY DI MANAVI

Oggi , come anticipato , è una wineaker di primo livello. “Attualmente sto lavorando con l’enologo danese Peter Sisseck dove posso lavorare su fantastiche espressione di Tempranillo nella più importante azienda vitivinicola spagnola il cui vino è il più costoso nella nazione. Poter lavorare in biodinamico in questa azienda è per me fonte di grande soddisfazione”.

Gvymarani è l’attuale azienda che Yulia Zhdanova ha creato in Georgia, una scelta nata istintivamente “Avevo raccolto dei soldi durante il mio lavoro in Francia e Spagna e avevo molte competenze. Dedicai due settimane in Georgia alla scoperta dei vitigni e dei produttori locali. Assaggiai molti vini, conobbi molti vignaioli e valutai le capacità del Qvevri. In quel momento ho sentito il bisogno di lavorare con loro. In Georgia avevo la possibilità di applicare le mie competenze. L’agricoltura biodinamica unita alle anfore interrate mi ricorda il ventre di una donna che fa crescere un bambino. Tutto ciò fatto nella terra in cui il vino è nato è fantastico”.

Tra i vari vitigni selezionati la scelta è caduta sul mitsvane.”E’ un vitigno eccezionale, adatto per questo territorio. Un ‘uva speciale come  le persone di questi luoghi”.

IL PROGETTO GVYMARANI

Gvymarani nasce solo nel 2012. Yulia porta il suo sapere senza stravolgere le tradizioni e i costumi. Nel villaggio di Manavi, dove risiedono le vigne, le donne del vicino villagio di Tsichevdavi hanno storicamente le abilità e le capacità di selezionare e raccogliere l’uva. Operazione eseguita assolutamente a mano nel mese di settembre.

Successivamente  l’uva intera viene pressata e messa nei qvevris per la fermentazione. Questo processo e l’invecchiamento viene fatto in anfora con tutte le parti del grappolo macerato. Le bucce e gli steli restano all’interno, con il passare del tempo scendono verso il basso dell’anfora lasciando il vino chiaro. La svinatura non avviene fino a pasqua, si attende l’arrivo della primavera.

Dalle anfore vengono ottenuti due vini. Il vino di pasqua ovvero un vino giovane che viene imbottigliato dalle anfore aperte a pasqua. Secondo una antica tradizione di questo villaggio georgiano si apre la prima anfora il giorno di pasqua per celebrate tutti insieme questo momento. Ed ovviamente il loro orange wine che viene commercializzato in Europa che invece deve maturare 12 mesi nelle qvevri e che abbiamo potuto degustare con Yulia.

LA DEGUSTAZIONE

Ci troviamo di fronte ad un prodotto unico nel suo genere. Il colore giallo scuro tendente all’arancio chiaro ci informa subito che dobbiamo approcciarci alla bevuta con spirito nuovo. Non possiamo affrontarlo come un bianco e nemmeno vederlo come un rosso. La sensazione è di trovarci di fronte ad vino che ha una buona densità e che non può essere servito freddo ma neanche a temperatura ambiente.  La nostra sensazione è che dovremmo restare intorno ai 12 – 14 gradi. In realtà consigliamo di aprirlo ad una temperatura leggermente più bassa e farla alzare nel calice seguendo tutto il processo con ripetute analisi olfattive. Resterete stupiti di come questo vino sia dinamico. Cambia continuamente regalandovi sensazioni diverse, sempre nitide e pulite. Si apre con un bouquet ricco di frutti gialli molti maturi e una speziatura  morbida trasformando poi la sua identità con una forte sensazione vegetale e floreale con picchi di erba falciata. Infine sopraggiungono note balsamiche decise, una fantastica nota di fieno e la speziatura si fa più intensa. Solo dopo aver ruotato più volte il calice emergono note molto delicate di mineralità. Piace l’idea che queste sensazioni olfattive siano tra loro in armonie nonostante la complessità e numerosità delle stesse. In bocca la lunga macerazione non nasconde un vino scrupolosamente equilibrato. I tannini  sono quasi impercettibili ma di fatto la lunga macerazione lo hanno reso sicuramente più quadrato aggraziando l’acidità del Mitsvane. La sapidità è appena accennata.

Degna di nota è invece la retrolfattiva. Le note balsamiche e vegetali insieme all’erba secca ritornano al palato con eleganza e discrezione. La persistenza è lunga, non scende in modo grave e non rilascia il forte impatto iniziale in fase di espirazione.

Un prodotto, uno solo della cantina Gvymarani,  ma ben fatto.

BIODINAMICA E’ NATURALE IN GEORGIA

Yulia ha un piccolo sogno nel cassetto per i vini georgiani “Sto parlando con alcuni produttori locali per unire le nostre forze in una cooperativa di cantine biodinamiche. L’obiettivo è quello di far crescere l’ agricoltura biodinamica perché  è naturale in Georgia e soprattutto è realistico farlo. E’ un’occasione per far crescere la nostra cultura ed esportarla e farla conoscere fuori da confini. Partendo proprio dal vino. E’ importante creare un centro culturale dove far crescere le conoscenze e le competenze.”

Sulle rive est del mar nero fare agricoltura biodinamica è naturale. Rientra nella normalità, fa parte del loro corredo storico e culturale. Da quando i contadini iniziarono ad interrare il vino per nasconderlo a i ladri creando il connubio diretto con la madre terra. Biodinamica è anche l’utilizzo della terracotta che rispetta il carattere del vitigno essendo meno invasivo rispetto al legno. Rispetta la natura evitando l’abbattimento degli alberi per l’affinamento del vino.

Altro requisito che fa della Georgia terra di elezione per il biodinamico è la quasi totale estraneità a pesticidi , disserbanti e prodotti chimici, i quali sono arrivati in questi territori solo negli ultimi anni. I terreni sono quindi per gran parte intatti. Oggi ancora si utilizzano le vecchie pratiche per proteggere e lavorare i vigneti.  In tutto ciò risiede la convinzione di Yulia Zhdanova sul fatto che applicare biodinamica in Georgia è facile, quasi naturale, proprio perchè il fondamento agricolo di questo paese poggia su pratiche biodinamiche.

CONCLUSIONE

La Georgia, come detto in apertura di articolo, è il crocevia di due mondi, quello occidentale e quello asiatico. Yulia ha voglia e coraggio di continuare questo incontro culturale portando le sue competenze e il suo lavoro appreso in Europa nella terra del vino, delle qvevry e delle vecchie tradizioni coniugando questo spirito nel progetto Gvymarani. Tutto ciò si riscopre e si conferma nel suo vino, giovane come lei ma di grandi prospettive.

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