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Giovanni Ederle e i vini della sua corte
I vini di Giovanni Ederle nascono dalla collina che osserva Verona

UN' IMPRENDITORE CON LE IDEE CHIARE
Era il 2005, quando ancora diciottenne, “abbiamo estirpato i vecchi vigneti non più produttivi e reimpiantato con Corvina, Corvinone e Rondinella. Abbiamo inserito dentro la Garganega bianca e lo Chardonnay per andare in blend con Donna Francesca. Nel 2008 reinstauriamo l’agriturismo, dal 2009 iniziamo a vinificare IGP. Per tutti questi motivi ci siamo concentrati sull’enoturismo. Per vendere prodotti IGP a Verona bisogna dargli il valore aggiunto della conoscenza diretta del produttore. ” .
I VINI DELLA CORTE DI GIOVANNI EDERLE

LA DEGUSTAZIONE GIOVANNI EDERLE
Barbagianni
Dal nome simpatico e spiritoso prende vita questo spumante brut che fa della vivacità una delle sue note più gradevoli. Garganega al 60% e Chardonnay al 40% ben si legano in questo metodo Martinotti da bere giovane sfruttandone la freschezza. Al naso arrivano sentori delicati di ginestra e gelsomino che ben si alternano alle note agrumate, in sottofondo si nasconde una velata mineralità . Un vino con delle bollicine delicate che massaggiano il palato senza essere troppo invadenti. Uno spumante di facile bevibilità da utilizzare come apripista in un aperitivo o antipasto con piatti anche talvolta grassi.Donna Francesca
Stesso blend dello spumante ma questa volta in versione ferma con affinamento in legno di rovere francese non tostato per 12 mesi. Il processo di vinificazione include una macerazione prefermentativa a 12° per 24 ore ed una fermentazione che va dai 30 ai 35 giorni. Degustiamo l’annata 2014 che attira lo sguardo con un color giallo oro intenso. Le prime sensazioni olfattive sono cariche di fiori gialli e mandorla, subito dopo un avvolgente pesca sciroppata e una albicocca molto matura per finire con una soave mineralità accompagnata da un delicato sentore di miele. In bocca appare subito un vino equilibrato e piacevole. L’acidità non è per nulla arrogante ma lascia presagire la forza di un vino predisposto ad un buon invecchiamento. Un bianco di buona struttura che abbandona la bocca con un retrogusto prepotente di mandorla e frutta gialla di buona persistenza. Un vino che non richiede la beva e rende soddisfatti già al primo sorso.Valpolicella Superiore DOP
Ci troviamo di fronte l’annata 2015 di 14% composto da Corvina (50%), Corvinone (30%) e Rondinella (20%). Prodotto ottenuto con una macerazione di una settimana a 15° ed una fermentazione di 30-40 giorni prima di essere affinato in legno di rovere francese per un anno ed un ulteriore anno in bottiglia. Alla luce si rileva un affascinante rosso rubino con leggerissimi riflessi granati. Al naso emergono una ciliega molto matura, la violetta ed una rosa rossa. A rendere splendido il bouquet di profumi intervengono erbe aromatiche, sentori balsamici che ben si legano a liquirizia e pepe con una elegante punta di mineralità. Un vino che non inganna. In bocca conferma quanto promesso. Una buona acidità è sostenuta da un gusto sicuramente sapido e un tannino già ben lavorato. Un prodotto equilibrato che può decisamente affinarsi nel tempo.Amarone della Valpolicella DOCG
L’annata 2013 raggiunge i 16 gradi alcolici. Appassimento sui graticci per 3 mesi, fermentazione per 30 – 40 giorni e macerazione post fermentativa preparano il vino ad un affinamento in legno di 24 mesi cui seguono altri 18 mesi in bottiglia. Il risultato è un vino di buona struttura. L’aspetto visivo regala un rosso rubino tendente al granato. Affascinante l’esplosione dei sapori al naso. Si parte da un’amarena elegante sotto spirito che fa da passerella ad una kermesse di aromi composta da prugna, frutti di bosco, viola e rosa rossa con accenni balsamici moderati da una fine presenza di tabacco, cacao e radice di liquirizia. Anche qui è presente un accenno di mineralità che risulta ancora nascosta rispetto ai profumi terziari. In bocca presenta componenti equilibrate , i gradi alcolici lo rendono un vino caldo ma non irruento, il tannino è in fase di ammorbidimento e l’acidità ne conferisce un carattere ancora fresco. Piacevole la persistenza del retrogusto con un delicato residuo amarognolo in fin di bocca. Un’ amarone della valpolicella che invecchiando non potrà che regalare soddisfazioni.
Conclusioni
Complessivamente ci risulta essere un’azienda giovane e dinamica con le idee chiare. Questa impressione la ritroviamo nei vini, mai banali e assolutamente interessanti. Un’azienda che non può che crescere. Giovanni Ederle ci aveva accolto facendoci una confidenza “Vengo da una famiglia di avvocati, io e mia sorella siamo un po’ le pecore nere”, noi preferiamo vederla in un altro aspetto. Quando a 18 anni si prende in mano le redini delle proprietà di famiglia e in 12 anni si trasforma il tutto in una cantina con annessa struttura per l’ospitalità, anziché parlare di pecore nere potremmo parlare di mosche bianche. Una cantina da riassaggiare e monitorare negli anni a seguire.