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Newsletter n°14 : Viticoltura moldava. Tra cantine da guinness e vini millenari.

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Viticoltura moldava. Tra cantine da guinness e vini millenari.

 

PASSI DA GIGANTE PER IL PAESE DI STEFAN CEL MARE (STEFANO IL GRANDE)

Viticoltura moldava

Viticoltura moldava. Tra cantine da guinness e vini millenari. La Repubblica Moldava è racchiusa tra la Romania e l’Ucraina con la sventura di essere divisa dal mar nero da un piccolo lembo di terra. Paese Ricco di storia, tradizioni, curiosità e oggi anche grandi vini.

Gli ultimi anni sono stati sicuramente quelli più significativi per il rilancio dell’economia enologica nel quale l’enoturismo e l’export si affermano come canali trainanti.

I NUMERI DELLA VITICOLTURA MOLDAVA

Dati alla mano il paese si attesta al 20° posto in termini di quantità di vino prodotto. Nello scorso anno il raccolto ha fruttato 1,8 milioni di ettolitri. Numeri importanti se pensiamo che la sua superficie sia di 33.843 chilometri quadrati con una popolazione di 2.998.235 abitanti. Su questo suolo insistono centomila ettari di terreno vitato, assegnando alla Moldavia  il primato di avere la più alta densità di coltura vitivinicola sull’intera superficie coltivabile.

Negli ultimi anni la vecchia Bessarabia ha fatto incetta di premi a livello internazionale e i suoi vini hanno iniziato a superare i confini della ex URSS per invadere la vecchia europa, il nuovo mondo, l’Asia e l’Australia.

Tra i record troviamo anche quelli più curiosi. A 16 chilometri a sud ovest dalla capitale Chisinau, l’azienda Milestii Mici vanta la cantina sotterranea più grande del mondo con 200 chilometri di gallerie  a 80 metri sotto terra, alcuni tratti addirittura percorribili in auto. A 15 chilometri a nord di Chisinau la Cricova risponde con 120 chilometri di cantina sotterranea. Pensate che solo in questa azienda vengono conservate 1,3 milioni di bottiglie. In queste cantine dimorano vini pregiati dell’alta aristocrazia russa e di facoltosi personaggi nei paesi più ricchi del mondo.

CURIOSITA' ARISTOCRATICHE

Gli aspetti curiosi  per la viticoltura moldava non finiscono qui. Si narra ormai da tempo che la regina Elisabetta sia una estimatrice del Negru de Percuri e che dal 1991 ogni anno acquisti le preziose bottiglie della Vinaria Purcari. L’azienda si trova nella parte più a sud est del paese quasi al confine con l’Ucraina dove inizia quel confine di mezzo denominato Trasnistria. Ma queste sono tutte informazioni che approfondiremo quando affronteremo le singole zone vitivinicole nei prossimi articoli.

TERRENO E CLIMA NELLA VITICOLTURA MOLDAVA

Tornando alla stato dei fatti, la Moldavia ha una sua particolarità geografica che ancora non abbiamo evidenziato.  I suoi confini ad est e ovest sono difatti delimitati da due fiumi, il Prut e il Nistru che attraversano l’intero territorio fino a riversarsi nel mar Nero. La zona a nord di Chisinau fino a Balthi ( seconda città per importanza) è essenzialmente pianeggiante, per poi lasciare spazio alle foreste. A sud della capitale fino al mare diventa progressivamente steppa. Terreno poco fertile e quindi indicato quasi esclusivamente alla viticoltura. Il poco territorio rimanente è composto da pianure alternate a colline. Molto frequenti sono i corsi d’acqua.  Torrenti e fiumi hanno costruito un suolo ricco di rocce sedimentarie che iniziano a cristallizzarsi nel nord del paese.

Conseguenza di questi territorio è la prevalenza di Chernozem.  Un suolo di colore nero, una terra molto scura tipica delle steppe. La grande quantità dei residui vegetali  genera questa sostanza organica nella quale è presente una grande quantità di calcio.

Così come il suolo anche l’ambiente ha una sua tipicità. Le estati sono lunghe e tiepide. La temperatura si attesta sui 30°, cui si alternano inverni rigidi che possono arrivare a diversi gradi sotto lo zero ma rimanendo un freddo secco. Mentre a sud il mar nero riesce a mitigare queste temperature, al nord in prossimità di Balthi, il freddo che arriva dall’Ucraina ha il sopravvento. Le escursioni termiche in autunno e primavera iniziano ad esseri importanti soprattutto nel centro nord.

Possiamo dedurre che queste caratteristiche trasmettono alla viticoltura moldava una identità unica nel suo genere.

UN PERCORSO INIZIATO 5000 ANNI FA

La Moldavia ha subito un processo storico che ne ha ritardato la crescita internazionale. In Armenia e Georgia sembra siano nato il vino su larga scala. Mentre i reperti storici indicano che il vino in Moldavia esiste da 5000 anni.

Nella seconda metà del 1400 Stefano il grande diede il primo impulso alla crescita della viticoltura moldava importando varietà di qualità dall’Europa ed iniziando l’esportazione del prodotto.  Il secondo impulso arrivò nel 1812 con il Trattato di Bucarest nel quale la regione diventava parte dell’impero russo. Parallelamente ci fu una nuova spinta verso il miglioramento qualitativo dei vini prodotti da uve autoctone. In questi anni prendono vita quei vini che oggi rappresentano il fiore all’occhiello moldavo. Su tutti il Negru de Purcari.

Ad inizio novecento, come tanti altri paesi europei, inizia il suo rallentamento a causa delle Philloxera. Ci vollero dieci anni prima che la produzione torni ai suoi livelli.

A complicare le cose intervengono le grandi guerre che hanno dilaniato il paese.  I vigneti furono quasi del tutto distrutti.

La ricostruzione avvenne sotto il controllo comunista. Questo da un parte consentì  una nuova crescita dei vigneti e nuovi rimpianti, dall’altra rendeva la Moldavia uno dei principali bacini enologici dell’intera URSS limitando di fatto le sue esportazioni oltre la cortina di ferro.

Al crollo dell’Unione Sovietica il paese non riesce a rendersi indipendente dalla sua influenza. L’80% della produzione vitivinicola è destinato in Russia. Sarà necessario uno scontro diplomatico tra il 2003 e il 2006  per ridurre l’esportazione verso Mosca scendendo al 20%. Seguono altri 5 anni di scontri che se da una parte hanno creato sofferenze economiche alle aziende, dall’altra sono state un input per affrancarsi del dominio russo e iniziare a guardare con fiducia verso i mercati europei. Nel 2013 la maggior parte dei prodotti della viticoltura moldava erano serviti già sulle tavole del nord e centro europa.

IL RESTYLING

Ed arriviamo ad oggi. Le aziende moldave hanno cambiato fisionomia assumendo un restyling che le avvicina alle concorrenti europei. Le strade percorse per questo rinnovamento sono essenzialmente due. L’assunzione di tecnici, agronomi e enologi specializzati soprattutto dall’Italia, Francia e  Germania con conseguente investimento su nuove strutture e macchine. In secondo luogo una ristrutturazione delle proprio location e del loro appeal che, insieme ad una più consapevole strategia commerciale, ha permesso alla Moldavia di entrare nel circuito dell’enoturismo mondiale e allo stesso tempo far conoscere i propri prodotti all’estero.

A facilitare il compito la fortuna di esser stata terra di importazione dei vitigni più pregiati provenienti da ovest. Possiamo trovare, il Merlot, il Cabernet Sauvignon, il Sauvignon blanc, il Cabernet Franc, il Malbech e tanti altri vitigni che vanno a impreziosire gli autoctoni. Di riflesso coloro che portavano la vite trasferivano anche le loro tradizioni. Oltre alle conoscenze nel mondo enologico gli europei hanno anche portato il loro stile di cantina. Molte aziende hanno la fisionomia degli chateaux o dei monasteri tedeschi, qualcuna ha lo stile italiano. Insomma una grande varietà di idee, culture e sapori e che oggi sono stati riammodernati.

LE 4 REGIONI PRINCIPALI DELLA VITICOLTURA MOLDAVA

La viticoltura Moldava si suddivide in 4 regioni principali: Balthi nella zona nord, Codru che comprende la zona centrale intorno alla capitale Chisinau, Purcari a sud est del paese al confine con l’Ucraina, Cahul nella zona sud ovest al confine con la Romania.

Balthi. E’ la regione vitivinicola più piccola delle quattro. Ha la sfortuna di essere la più fredda  e più piovosa.

Il suo terreno è composto da Chernozem, gesso e argilla con vigneti che toccano i 200 metri sul livello del mare ma quasi elusivamente pianeggianti. Oltre ai vitigni autoctoni come la fateasca alba la regione punta molto sugli internazionali a bacca bianca come lo Chardonnay, il Riesling, il Pinot grigio, il Traminer, il Sauvignon Blanc e Aligotè. La regione è considerata la meno pregiata e le sue uve trovano più facilmente successo nella produzione dei distillati di vino e vinacce.

Codru. Partiamo da un dato geografico interessante. Si trova allo stesso parallelo della Borgogna. Area favorevole alla viticoltura grazie anche al suo terreno, dove al Chernozem si aggiunge il Podsol (terrra grigia). Il clima tipicamente continentale si integra perfettamente con l’elevata percentuale di boschi di quercia e tiglio prezioso per riparare i terreni da gelate invernali e caldi estivi. Gli inverni non sono eccessivamente lunghi ed impongono un freddo secco.  Le estati sono calde ma non eccessivamente umide. Il clima viene mitigato dalla vicinanza con il mar nero e le annate vitivinicole in questo modo possono vantare produzioni molto diverse tra loro.

I vigneti si attestano a poco più di 100 metri sul livello del mare.  Codru è sicuramente la zona più produttiva del paese superando a volte la metà del prodotto nazionale.  Qui si trovano le cantine dei record come Milestii Mici e Cricova, ma anche la storica cantina degli zar Romanov, ovvero cantina di Romanesti.

Vengono coltivati Chardonnay, il Riesling, il Pinot grigio, il Traminer e il Sauvignon Blanc, cui si aggiunge il Pinot Bianco. Codru punta anche molto sui vitigni a bacca rossa internazionali come Merlot, Cabernet Sauvignon e  Pinot Nero. Può vantarsi di essere la regione Moldava che riesce ad esprimere queste uve nella produzione di interessanti spumanti sia in versione metodo classico che Charmat.

Cahul.  La vicinanza con il Mar Nero ed i terreni argillosi la rendono simile alle zone mediterranee. Gli inverni sono più corti, meno freddi rispetto al resto del paese.  Aumenta il caldo nel periodo estivo con conseguente innalzamento della concentrazione zuccherina delle uve. Decisamente la zona più interessante per la produzione dei vini dolci moldavi. Cahul è proiettata verso la coltivazione di Merlot che la rende sicuramente la testa di serie nell’intera repubblica, ma anche il Cabernet Sauvignon e il Pinot Nero.

Purcari.  Zona di eccellenza dei vini Moldavi. Sicuramente la più interessante e quella che riesce ad esprimere al meglio la produzione dei vitigni autoctoni. La maggior parte dei vigneti si posiziona a terrazze lungo il fiume Nistru. I terreni sono a prevalenza di Chernozem. Non raggiungono mai i 100 metri sul livello del mare. Il clima da tipicamente continentale inizia ad ammorbidirsi.

In questa area troviamo interessanti produzioni di Rara Neagra, vitigno di spicco della Moldavia, ed ottime espressione di Saperavi, di origine georgiana. Ma è soprattutto terra di eccellenza per il Cabernet Sauvignon . La regione si distingue in modo particolare per una sua peculiarità, riesce a produrre dei blend di grande struttura e complessità attraverso l'utilizzo questi tre vitigni. Il Negru de Percuri è il vero fiore all’occhiello dell’intera viticoltura moldava .

Rimane indiscusso che in questa zona trova una fiorente produzione anche il fateasca alba e molti vitigni internazionali come lo chardonnay, il pinot grigio, il sauvignon blac. Addirittura il Malbec ha trovato casa ai piedi del fiume Nistru. Anche alcuni vitigni di casa nostra sono entrati sui suoli Moldavi di questa area, come ad esempio il Montepulciano.

CONTINUATE A SEGUIRCI

Nei prossimi articoli affronteremo le singole zone della viticoltura moldava,  apriremo lo zoom verso determinate cantine e vi proporremo le nostre degustazioni.

Leggi la recensione su Chateau Purcari  e sulla cantina Cricova.

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Novembre 27, 2018 Enoracolo
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